28 gennaio 2012

Internet veloce in Carnia è un’utopia e scoppia la protesta


Riportiamo l'articolo di Tanja Ariis comparso sul Messaggero Veneto.

TOLMEZZO. In Carnia ancor oggi i cittadini devono fare i conti con connessioni internet di una lentezza esasperante. Fanno eccezione Tolmezzo e Villa Santina e pochi altri paesi limitrofi che possono beneficiare dei collegamenti veloci dei due centri. Ma fanno anche eccezione, grazie alla rete wi-fi diffusa ideata dal Comune di Sutrio nel 2006 e che ha dato una risposta a 500 famiglie della vallata, Sutrio appunto e gli abitati vicini che vi si sono agganciati.
La rete wi-fi di Sutrio, realizzata tramite un ponte radio tra i monti Tenchia e Strabut, è il primo esempio di banda larga per aziende e cittadini in Carnia. Vi hanno negli anni aderito Arta Terme, Cercivento, Zuglio, Cadunea, Imponzo. Nello stesso lasso di tempo la Regione ha speso milioni di euro per portare la fibra ottica in Carnia, ma certo non se ne sono accorti i cittadini, costretti ancora ad armeggiare con chiavette dalle alterne fortune o a sperare di acciuffare l’ultima mini-adsl nei paesi dove in più casi Telecom ha deciso di non potenziare i collegamenti esistenti ormai saturi (Cavazzo, Paularo, Ovaro, Prato Carnico e Raveo). Il punto è che il progetto regionale Ermes ha attivato la banda larga in Carnia solo nei municipi e con il Cosint in alcune zone industriali ed aziende.
Rimane dunque pesante il digital-divide in Carnia: telelavoro, teledidattica e teleassitenza restano vane parole in un’area montana che avrebbe invece forte bisogno di ridurre le distanze territoriali, specie nelle sue estremità, grazie ad Internet. Il paradosso è che invece di dotare prima i paesi più periferici e quindi più bisognosi del servizio, è successo l’esatto contrario. E nonostante i pomposi annunci degli ultimi 7 anni della politica regionale e la promessa del governatore Tondo di raggiungere «anche il più giovane abitante di Ligosullo», nulla è cambiato per i cittadini.
Non manca chi ha chiesto e chiede risposte alla Comunità montana e chi, tra i sindaci, stufo di aspettare la Regione e di vedersi tirare per la giacca da cittadini imbufaliti, si aggancia alla rete di Sutrio. È il caso di Paularo: costo dell’operazione 40 mila euro.
«L’adsl di Telecom – spiega il sindaco, Ottorino Faleschini - qui è per un numero limitatissimo di utenti e non più ampliabile. Perciò siamo a velocità insostenibili: una semplice ricerca su internet è un’odissea, gli studenti mi fermavano per lamentarsi, le imprese pure. Gli enti sovraterritoriali devono essere molto più realisti sulle tempistiche di realizzazione dei progetti, perché non si possono sopportare ritardi simili. Servivano almeno soluzioni tampone. Internet oggi è come l’auto, una necessità, e invece in questo ambito noi viaggiamo ancora sul carro coi cavalli, mentre altri sfrecciano in Ferrari».

0 commenti:

Posta un commento